COME PORTARE ALL’ESTERO UN’IMPRESA IN FRANCHISING?

Esportare all’estero know-how e brand attraverso la formula franchising è un’operazione possibile, ma certamente richiede un’analisi ed una pianificazione accurata. Sono tanti i nodi da sciogliere e i rischi da mettere in conto.

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Secondo la dottoressa Raffaella Còndina, Senior Partner dello studio Còndina e Associati specializzato in Marketing Distributivo e Sviluppo Franchising, la strategia del franchising vive di difendibilità oltre che di competitività: occorre dunque innanzitutto che l’azienda franchisor definisca i fattori essenziali del modello di business che possono essere replicati fedelmente in Paesi terzi in termini effettivamente tutelabili e che proceda alla registrazione della protezione dei singoli fattori, primi fra tutti il marchio ed il manuale operativo.

I rischi che un’azienda in franchising corre con lo sviluppo all’estero sono essenzialmente due: vi è un rischio legato alla logica di internazionalizzazione, perchè un’impresa posizionata su un mercato inadeguato al suo modello può perdere flussi prospettici importanti di reddito della rete, che sono invece funzione della coerenza e linearità dello sviluppo dell’insegna, e un rischio concreto di dispersione del valore aggiunto del modello franchising se non si perseguono logiche di tutelabilità del sistema nonché di un corretto mix di formule di ingresso per Paese/Macro-area.

Il primo passo è quello di approntare uno studio di fattibilità attraverso il quale vanno individuati i mercati potenzialmente profittevoli per il modello di franchising considerato, a partire dalla struttura del mercato e della distribuzione fino alla normativa non soltanto di settore ma legata all’impresa. Occorre anche valutare il rischio in termini economici, legato allo stato economico del Paese obiettivo ed al livello di affidabilità giuridico. Ai fini dell’internazionalizzazione di un’impresa, vi sono programmi di garanzia del credito, non necessariamente specifici per il franchising, i quali divengono particolarmente importanti quando si affrontano Paesi a maggior rischio. In generale, gli istituti di credito che hanno programmi dedicati al franchising hanno maggiore attenzione nel valutare un finanziamento finalizzato all’internazionalizzazione della rete, ma certamente richiedono di vedere un business plan coerente edapprofondito, oltre alle evidenze di risultati positivi già raggiunti nel proprio mercato.

A Franchising&Retail Expo è prevista un’area dedicata alle consulenze gratuite in cui sarà possibile incontrare esperti in materia di creazione e sviluppo di reti d’imprese e servizi legali. E’ inoltre previsto un ricco programma di convegni, workshop e seminari su questo tema e tanti altri.

In particolare durante i tre giorni si svolgerà il convegno “Il contratto di franchising ed i finanziamenti per lo sviluppo nei Paesi extra UE” a cura dello Studio Legale De Capoa e Associati. La giusta informazione è di casa a Franchising&Retail Expo, a BolognaFiere dal 28 al 30 aprile, in collaborazione con Assofranchising, l’Associazione Italiana del Franchising.

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