4 Consigli pratici per rivedere il tuo curriculum

L’abito non fa il monaco, ma il curriculum è una veste che fa il professionista. I selezionatori hanno poco tempo per valutare se sei tu quello che stanno cercando, così un errore può esserti fatale. Ecco 4 dritte per fare centro.

4. La soft skill più richiesta è la continuità
Forse anche tu, seguendo il suggerimento di amici e colleghi, avrai “intasato” il curriculum con una miriade di esperienze lavorative, anche insignificanti. Magari pensavi che un HR manager si sarebbe fatto una buona impressione di te, ritenendoti ricco di esperienze. In parte è vero, ma se hai svolto ogni lavoro per meno di 2 anni, non brillerai certo ai suoi occhi per continuità. Questa “abilità” è molto apprezzata dai selezionatori, anche se non te lo diranno mai e nessun candidato le dà importanza. Tu assumeresti qualcuno che dopo poco si stanca e cambia subito lavoro?

3. Non inviare cv se non hai tutti i requisiti
La frase sembra scontata, ma se parli con un qualsiasi selezionatore scoprirai che non lo è. Con la crisi lavorativa che interessa l’Italia, molte persone inviano il curriculum in modo “random” non appena leggono un annuncio. Spesso nemmeno consultano bene quale sia il profilo richiesto dall’azienda. L’obiettivo? Sperano che, massimizzando i tentativi, prima o poi qualcuno risponda. Il problema è che, se i requisiti non ce li hai, nessuno risponderà. Ergo, inviare il curriculum in questi casi è inutile se non deleterio. Passeresti per un candidato che non comprende nemmeno i testi in italiano.

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2. Sii breve
Persino le persone estremamente sintetiche, che scrivono e parlano poco, quando si tratta del curriculum diventano logorroiche. C’è chi supera le 10-20 pagine, scambiandolo per un’autobiografia ufficiale dove inserire qualsiasi dettaglio ricordino. La lunghezza ideale invece è di appena 1-2 pagine, ben scritte ed incisive ovviamente… per fare centro! Se hai molto da dire, non importa: devi riassumere, tagliare, concentrare. Il motivo è semplice: i curriculum lunghi – quando va bene – vengono letti di sfuggita o solo in parte. Se ti allunghi rischi che elementi importanti possano sfuggire, mentre se sei conciso saranno sicuramente visionati e valutati.

1. Job title, l’etichetta che ti presenta
Nessuno ama incollarsi addosso un’etichetta, ma quando si tratta del curriculum è meglio farlo da sé prima che provvedano gli altri. Il job title è la stringa (di una o poche parole) che descrive in maniera sintetica, chiara e inequivocabile quello che fai tutti i giorni. Evolve con la tua carriera per mettere in luce il cambiamento evolutivo. In ogni caso, non è solo l’ultima mansione svolta – come molti credono – e che finirebbe per “impoverire” il tuo bagaglio esperienziale. Sta a te l’arduo compito di trovare un’etichetta efficace, che riassuma il tuo percorso e ti valorizzi come professionista e come persona.

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Commenti
  1. Nicolae

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