Lavoratori Stranieri: come faccio col permesso di soggiorno?

L’inizio del Ramadan, fissato per il 27 maggio, riguarderà migliaia di musulmani presenti in Italia. La ricorrenza riporta l’attenzione sul tema dei lavoratori stranieri. Per essere assunti regolarmente è necessario possedere il permesso di soggiorno. Ecco cosa fare.

A cosa serve il permesso di soggiorno

Fatta eccezione per i cittadini appartenenti alla Comunità Europea, per entrare nel territorio italiano bisogna esibire un visto. Questo documento autorizza lo straniero a soggiornare temporaneamente in Italia. Se però lo straniero desidera soffermarsi per un periodo superiore ai tre mesi, poiché intende iniziare una carriera lavorativa in Italia, il visto non è più sufficiente. Per lavorare regolarmente è necessario richiedere un documento sostitutivo: il permesso di soggiorno. Viene rilasciato dalla Polizia di Stato e dal Ministero dell’Interno, il cui compito è verificare che il richiedente possieda i requisiti minimi per la concessione del documento. Gli stranieri che arrivano in Italia hanno otto giorni di tempo per fare domanda presso una questura locale.

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Come richiedere il permesso di soggiorno

Per richiedere il permesso di soggiorno, il cittadino extracomunitario deve recarsi presso l’Ufficio immigrazione della questura e presentare i documenti richiesti. Questi sono: il modulo di domanda, un documento di viaggio valido munito di visto d’ingresso e relativa fotocopia, quattro foto formato tessera, un documento di motivazione che testimonia la ragione della richiesta, una marca da bollo da 16 euro e un contributo dagli 80 ai 200 euro per spese amministrative. L’ufficio della Questura procederà alla registrazione delle impronte digitali del richiedente e in caso può indagare i suoi mezzi di sussistenza. A questo punto consegna allo straniero una copia della richiesta timbrata, la quale ha valore di documento fino alla consegna del permesso di soggiorno definitivo, alcuni giorni dopo.

Validità del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno è valido fino a due anni per lavoro subordinato a tempo indeterminato o per lavoro autonomo, fino a un anno per apprendistati e dai sei ai nove mesi per lavoro stagionale. Sessanta giorni prima della scadenza è necessario richiederne il rinnovo in Questura. Per facilitare il processo di regolarizzazione dei lavoratori stranieri è stato però introdotti recentemente un nuovo tipo di permesso, chiamato contratto di soggiorno per lavoro. Questo documento è analogo a un contratto di lavoro, con l’eccezione che la firma avvia immediatamente il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro senza ulteriori richieste. Lo Sportello Unico per l’Immigrazione della questura fornirà il nullaosta per la firma del contratto di soggiorno al momento dell’ingresso del cittadino extracomunitario.

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