Pro e contro del pranzo al sacco in ufficio

Il fattore salute, il fattore economico, il fattore dieta. Quando si mangia ogni giorno in ufficio ci sono tante cose da considerare prima di decidere se il pranzo al sacco fa al caso nostro o meno.

I pro

1 – Un’ampia scelta.
Per quanto una mensa possa essere ben fornita le possibilità saranno sempre limitate. Chi segue una dieta vegana o ha delle intolleranze alimentari, per esempio, potrebbe trovarsi in difficoltà. Il pranzo al sacco invece offre la possibilità di decidere cosa mangiare in totale libertà, a seconda delle proprie necessità.

2 – Mangiar sano.
Senza nulla togliere ai professionisti della ristorazione, non c’è niente come la cucina di casa propria per essere sicuri al 100% della qualità degli ingredienti.

3 – Il risparmio.
Questa è una voce che interessa soprattutto chi non ha buoni pasto a disposizione. Per chi mangia fuori cinque giorni alla settimana la spesa finisce per incidere notevolmente sul bilancio mensile. Portare il pranzo da casa è un modo per risparmiare un po’.

4 – La linea.
I piatti gustosi ma leggeri, facili da preparare e trasportare sono molti. Si può benissimo tenere sotto controllo il peso e seguire una dieta bilanciata anche mangiando ogni giorno in ufficio. Il pranzo al sacco permette di puntare su pietanze ipocaloriche senza essere costretti a sacrificare il gusto, evitando la solita, triste insalatina che si trova in mensa.


I contro

1 – Tempo da dedicare ai fornelli.
Inutile negarlo, quando si rincasa dall’ufficio e c’è già la cena da preparare, la prospettiva di dover cucinare anche per il pranzo del giorno successivo è ben poco allettante. Lo stesso vale per le domeniche passate a preparare pranzi per tutta la settimana.

2 – La compagnia.
Quello del pasto è un buon momento per socializzare, però se tutti i colleghi si recano in mensa si rischia di ritrovarsi a mangiare in completa solitudine. Di sicuro non è l’ideale per l’umore.

3 – Pasti freddi.
Cinema e televisione ci hanno abituati ad uffici dotati di cucine ben attrezzate. La realtà italiana è un po’ diversa e molto spesso c’è a stento un fornetto a microonde. Una pietanza fredda ogni tanto ci può stare, ma rinunciare a un pasto caldo ogni giorno è ben più difficile, specialmente nei mesi invernali.

4 – Desk eating.
È il rischio che corre chi rimane a mangiare alla scrivania. Il telefono inevitabilmente squillerà proprio durante il break, oppure arriverà quell’e-mail tanto attesa. In questo modo la pausa pranzo si trasforma in un’ora di lavoro (e stress) in più. La mente non stacca mai e anche la digestione ne risente.

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