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SCHEDE INFORMATIVE
Il contratto di agenzia
Il rapporto di lavoro tra l'agente e
l'impresa (o preponente)
Il contratto di agenzia (disciplinato dagli artt. 1742 e 1753
del Codice Civile e dalla direttiva Cee n° 53/1986, su cui
si basa il DLgs. 10-09-1991) implica l'assunzione, da parte
di un agente, dell'incarico di promuovere la conclusione di
contratti di vendita di determinati beni o servizi per conto
di un terzo (l'impresa o preponente). Ciò si verifica
in cambio di una retribuzione, in una zona e in un territorio
o, ancora, in un dato settore di mercato preliminarmente stabiliti
dal preponente.
Nella lettera d'incarico, l'impresa deve specificare i punti
fermi che regolano l'attività dell'agente
Il rapporto di collaborazione dell'agente incaricato con
l'impresa inizia formalmente al momento della stipulazione di
un'apposita lettera d'incarico. In essa devono essere affrontati
alcuni punti cruciali riguardanti l'attività dell'agente
e, in particolare, il nome delle parti, la zona
assegnata, i prodotti da vendere, l'entità delle
provvigioni e dei compensi, nonché la durata
del contratto, ossia se si tratti di un vincolo a tempo determinato
o indeterminato.
L'agente è sempre più una figura imprenditoriale,
dotata di autonomia di movimento, nel rispetto delle regole
fissate dal preponente
Fra le principali caratteristiche del rapporto di agenzia
vi è il suo carattere imprenditoriale, l'autonomia
nell'organizzazione (pur nel rispetto delle direttive del
preponente), la stabilità dell'incarico (il contratto
vincola l'agente a un rapporto di collaborazione costante),
l'assegnazione di una zona definita, il diritto di
esclusiva (il preponente, con l'esclusione di differenti
accordi, non può destinare più agenti in una stessa
zona e per lo stesso settore d'attività); la partecipazione
al rischio da parte del preponente.
L'iscrizione all'Enasarco
Qualora già non lo fossero, l'azienda è inoltre
tenuta a iscrivere i componenti della propria forza vendita
all'Enasarco (Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti).
Nel caso in cui l'agente sia di tipo monomandatario, ha con
ciò il diritto di lavorare in esclusiva nella zona a
lui assegnata per contratto e non può assumere incarichi
da altri proponenti.
L'agente è libero di organizzare il proprio orario
di lavoro nei modi che gli sono più congeniali
Per contratto, all'agente non sono imposti particolari obblighi
di orario lavorativo, né rispetto agli itinerari e neppure
per quanto concerne il suo periodico invio, all'impresa da cui
dipende, di relazioni sull'andamento delle vendite concluse
nel territorio a lui assegnato. In base all'art. 1748 C.C.,
inoltre, l'agente non ha diritto a forme di rimborso
o risarcimento delle spese affrontate nello svolgimento della
propria attività.
Come sono calcolate dalle aziende preponenti le provvigioni
da corrispondere agli agenti
Un'azienda preponente, a grandi linee, fisserà le
retribuzioni da corrispondere ai propri agenti in considerazione
del volume di affari da essi individualmente procurati. Più
precisamente, ogni provvigione è stabilita tenendo conto
della quantità dei contratti di vendità
positivamente conclusi dal singolo agente. Le provvigioni sono
inoltre riconosciute nei seguenti casi: a) quando il contratto
di vendita è concluso dal committente, pur spettando
all'agente l'esecuzione; b) quando, pur essendo terminato il
rapporto d'agenzia per l'agente, il contratto è stato
formulato grazie alla sua personale iniziativa e, infine, c)
quando alla conclusione del contratto non si è giunti
per iniziativa del committente.
I tipi possibili di provvigione percepite dagli agenti
Gli artt. 1748 e 1749 del Codice Civile prevedono che la
prestazione d'opera degli agenti di commercio riceva compensi
la cui entità dipende dagli accordi inizialmente pattuiti
fra le parti. Fra i tipi possibili di provvigioni abbiamo la
percentuale costante, quando il compenso è direttamente
proporzionale al giro di affari procurato; il premio,
che può aggiungersi alla percentuale costante come riconoscimento
economico di determinati obiettivi di vendita; la percentuale
crescente, in cui la provvigione aumenta con il conseguimento
di un dato livello di affari; il cosiddetto sovrapprezzo,
quando la provvigione corrisponde alla differenza fra il prezzo
di listino e il prezzo (maggiorato) alla vendita del bene o
servizio; minimo garantito, ossia un risarcimento mensile
che l'azienda riconosce all'agente, tenendo conto p. es; la
vastità della zona ricoperta dalla sua attività.
I risarcimenti che spettano all'agente nel caso in cui il
contratto sia scaduto
Il contratto di agenzia si considera automaticamente risolto
nel caso in cui, essendo di tipo a tempo determinato, sia giunto
alla naturale scadenza. In caso di scadenza del contratto, tuttavia,
l'agente ha diritto al riconoscimento di un'adeguata indennità
sia nel caso in cui con la propria attività egli abbia
contribuito a procurare nuovi clienti all'azienda, sia se dimostri
di aver notevolmente incrementato il giro d'affari con i clienti
esistenti.
Per approfondimenti: FAQ - Il
contratto di agenzia
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