Attacchi di Squalo, il fenomeno è in aumento

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Se avete la fobia degli attacchi di squalo, ecco una notizia che sicuramente non vi farà piacere: sono aumentati negli ultimi anni gli attacchi all’uomo. Ma nessuna paura: diminuiscono quelli mortali. È più probabile, dunque, morire in un incidente d’auto piuttosto che per colpa di uno squalo. Ecco tutto quello che dovete sapere.

I numeri degli attacchi di squalo
Gli ultimi dati a disposizione sono quelli relativi agli anni fra il 2000 e il 2009: ebbene in questa decade gli attacchi di squalo all’uomo sarebbero stati 691. Negli anni Novanta erano stati circa 500 e negli anni Ottanta, invece, erano stati 226. Questi dati cozzano, però, con l’allarme che gli ambientalisti lanciano sul pericolo di estinzione degli squali. La risposta è presto data: non è aumentato il numero di squali nel mare quanto piuttosto quello delle persone che nuotano nell’oceano e nei mari più freddi. La notizia positiva è che pur aumentando il numero di attacchi, in realtà diminuiscono quelli mortali: sono infatti solo 10 le persone che in tutto il mondo ogni anno muoiono per un attacco di squali. Se si pensa che la puntura delle zanzare uccide ogni anno milioni di persone, il paragone è presto fatto. Il pericolo maggiore per un essere umano, piuttosto, è quello di rimanere coinvolto in un incidente d’auto: ogni anno in macchina muoiono circa un milione di persone.

Come proteggersi dagli attacchi di squalo
Ovviamente l’improbabilità di morire per un attacco di squalo non deve sollevare dall’obbligo di prestare attenzione quando ci si immerge nell’oceano, habitat naturale degli squali: ci sono alcune regole di buon senso che possono salvare la vita in una situazione di pericolo ed è sempre bene tenerle a mente. Innanzitutto è consigliabile non fare il bagno da soli ma nuotare sempre in gruppo perché, come accade per tutti i predatori, anche lo squalo attacca preferibilmente prede isolate. Inoltre è meglio evitare di allontanarsi troppo dalla riva oppure nuotare dove il fondale è particolarmente profondo perché è proprio in queste zone che di preferenza lo squalo si muove e cerca le sue prede. Soprattutto evitate di nuotare in alto mare dopo il tramonto perché è l’orario preferito per i banchetti dello squalo. E se, nonostante la prudenza, vi capita di avere un incontro ravvicinato con uno squalo cosa dovete fare? Restate immobili e se tenta di attaccarvi colpitelo dove è più vulnerabile e sensibile, ossia nella zona che si trova fra gli occhi.

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