Canapa, molti i suoi usi: tisane, biscotti e olio dalle campagne lombarde

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Nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana e fino agli anni ’50 ha fornito opportunità di lavoro e di sviluppo industriale al nostro Paese. Con l’avvento delle materie plastiche è iniziato il suo declino che invece adesso, grazie anche alla maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale e alle cure alternative – che la cannabis legale consente di attuare – la sua coltivazione sta tornando in auge.

Infatti, grazie alle materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia e un olio alimentare di qualità.

Inoltre i fattori che premono affinché l’agricoltura e l’industria tornino a sfruttare la canapa sono già molti: in Europa e nel Nord America i coltivatori, infatti, sono alla ricerca di nuove colture che possano ampliare il mercato in settori diversi dall’alimentare. E anche in Italia – in Lombardia soprattutto – pur con qualche ritardo questa tendenza, in grado di far crescere anche i posti di lavoro, sta crescendo.

canapa coltivazione in lombardia

La coltivazione della canapa in Lombardia

Sono circa 150 gli ettari coltivati a canapa in Lombardia, pianta versatile dai molteplici utilizzi tanto che tra gli operatori del settore viene definita un vero e proprio maiale vegetale, perché da lei non si butta via nulla. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia in occasione dell’apertura del secondo Salone della canapa svoltosi a Milano.

Se nel 2006 questa coltivazione in Lombardia non esisteva, nel 2014 la sua produzione si registrava a Lodi, Mantova e Pavia. Oggi, invece, campi dedicati a questa coltura si trovano praticamente in tutte le province lombarde. A livello nazionale sono quasi 4mila gli ettari coltivati nelle campagne, dove crescono le esperienze innovative: si va dagli eco-mattoni isolanti all’olio antinfiammatorio, dalle bioplastiche ai tessuti ottimi sia per l’abbigliamento che per l’arredamento, fino ad arrivare a semi, fiori per infusi, pasta, biscotti e cosmetici.

In Lombardia, in particolare, si punta soprattutto su cibo e bellezza, con esempi di imprenditori agricoli che producono cracker, birra, olio per cucinare, tisane e creme per la pelle.

Per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima a livello nazionale un giro d’affari potenziale di oltre 40 milioni di euro. La grande attenzione che questa pianta sta ricevendo rappresenta un ritorno per le campagne italiane: fino agli anni ’40, infatti, con quasi 100mila ettari il nostro Paese era il secondo maggior produttore di canapa al mondo, dietro soltanto all’Unione Sovietica.

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