Economia e futuro, gli italiani sono pessimisti

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Sfiducia nella ripresa dell’economia e pessimismo sul futuro. Gli italiani si dimostrano molto preoccupati per i prossimi mesi e per i prossimi anni. Si registra anche una forte disaffezione dalla politica e dall’Unione Europea.

La ripresa è solo una chimera
Una recente indagine condotta da Censis in collaborazione con Conad ha evidenziato che gli italiani non credono alla ripresa e dimostrano forti perplessità per i prossimi anni. Sfiducia nell’economia e pessimisti sul futuro: una fotografia sociale impietosa che non lascia spazio ai dubbi. L’incertezza e la precarietà  giocano un ruolo fondamentale in questo scenario per niente positivo. Le rassicurazioni che arrivano dai principali canali di comunicazione non riescono a tranquillizzare le persone che ritengono il nostro Paese ancora in piena crisi. Se anche voi state cercando un’occupazione vi sarete certamente resi conto di quanto sia difficile al giorno d’oggi reperire opportunità di collocamento.

Crisi nei principali settori dell’economia e pessimisti sul futuro
La crisi riguarda praticamente tutti i settori economici, compresi quelli principali che vengono considerati trainanti. Nelle grandi fabbriche si susseguono notizie di licenziamenti, riorganizzazioni e tagli. Anche nel pubblico impiego le cose non vanno meglio. Dall’indagine Censis emerge che oltre la metà degli italiani riferisce di avvertire una situazione economica familiare peggiorata nell’ultimo anno. Poco meno del 40% degli intervistati considera i parametri economici invariati e appena il 7% ritiene che l’economia abbia fatto passi in avanti.

Sfiducia nelle istituzioni politiche
Ma i dati negativi non riguardano esclusivamente economia e pessimisti sul futuro. Infatti gli italiani dichiarano che l’ordine pubblico è rimasto invariato o addirittura è peggiorato, con percentuali rispettivamente del 47,6% e del 42,3%. La percezione della sicurezza è migliore per 1 italiano su 10. Questi dati si rispecchiano nella disaffezione verso la politica tradizionale. I vertici dei più grandi partiti politici godono del pieno sostegno di appena il 4% degli italiani. Non va meglio ai parlamentari che si fermano ad un livello di gradimento di poco superiore al 3%. Preoccupa anche la delusione nei confronti dei giornalisti che hanno un indice di apprezzamento del 3,2%. Tra le categorie maggiormente criticate c’è quella dei banchieri che hanno un livello di fiducia tra la gente dell’1,5%.

Distribuzione della ricchezza e meritocrazia
Ai dati allarmanti su economia e pessimisti sul futuro si va ad aggiungere però quello che può essere definito come la proposta per una possibile via d’uscita. Per il 52% degli intervistati l’Italia dovrebbe diventare un Paese più meritocratico. L’altro aspetto su cui lavorare è l’equità. Per il 47,8% delle persone in Italia la ricchezza andrebbe distribuita più equamente diminuendo le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale.

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