Lavoro e psicologia, perché licenziare fa male

Lavoro e psicologia, perchè licenziare fa male

Lavoro e psicologia sono due ambiti strettamente collegati tra loro. Uno studio scientifico dimostra che il licenziamento fa male ai dipendenti che lo subiscono ma anche a chi resta in azienda e perfino all’imprenditore.

Crisi economica e licenziamenti

La crisi economica che ha colpito gli ultimi anni si è espansa a macchia d’olio in tutto il mondo, non risparmiando praticamente alcun settore merceologico. L’industria ha dovuto accusare il contraccolpo correndo ai ripari e provando a mettere in campo strategie per resistere alla concorrenza sfrenata e, molto spesso, all’abbassamento delle condizioni di mercato ben al di sotto della soglia minima di sussistenza per l’azienda stessa.

Per ovviare alle inefficienze, agli sprechi e ai costi troppo eccessivi, talvolta le imprese hanno preferito operare tagli indiscriminati, licenziando anche dipendenti che da molti anni prestavano servizio all’interno della fabbrica. Ma gli effetti negativi non si sono fermati alla linea di produzione, provocando problematiche occupazionali anche negli uffici amministrativi e commerciali.

Psicologia e lavoro: come vi sentite dopo un licenziamento?

Se siete stati licenziati su di voi si abbatte una vera e propria tempesta emotiva, fatta di scarsa fiducia nel futuro e talvolta perfino di depressione. Recuperare speranze può essere veramente difficile, specialmente se pensavate di starvene al vostro posto fino alla pensione.

David Edwards è un manager che lavora per la Drake International, un’agenzia attiva proprio nel campo della ricerca del personale e della gestione delle risorse umane. Il manager ha condotto un’interessante inchiesta, studiando i rapporti che sono stati stilati da oltre 6000 dirigenti.

Su questi report sono state registrate le impressioni dei dipendenti che avevano assistito anche solo indirettamente a fenomeni di riduzione dell’organico interno. Il 40% di queste persone risultava estremamente demotivato e anche i datori di lavoro dichiaravano di non essere riusciti a gestire la questione nel modo migliore.

La produttività

Psicologia e lavoro in base allo studio di Edwards David sono direttamente proporzionali. Addirittura l’esperto ha calcolato che nel 21% dei casi l’azienda in cui erano avvenuti licenziamenti aveva manifestato una palese riduzione della produttività.

I problemi non si fermerebbero al presente ma anche alle prospettive industriali future. Infatti i tagli improvvisi causati dalla crisi economica nel medio periodo si sono dimostrati quasi inutili.

Il 45% delle imprese ha poi fatto ricorso a nuove assunzioni nel giro di appena sei mesi. Tuttavia la formazione professionale dei dipendenti è risultata più scarsa e anche chi ha perso il lavoro non si è riqualificato.. Solo il 14% delle persone licenziate ha poi frequentato un idoneo percorso di formazione e ricollocamento.

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