Stakanovisti d’Europa, in Grecia si lavora di più

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È una domanda frequente e che desta sempre più curiosità tra gli europei: quale popolazione lavora di più? Dai risultati emersi da una ricerca dell’Ocse, riportati su un recente articolo del Sole 24 Ore, gli stakanovisti d’Europa sembrano essere i greci con ben 38 ore di lavoro settimanali.
Un dato che non sembra collimare con quella che è la situazione economica del Paese, visto da sempre in Europa come la pecora nera del sistema.

Grecia vs altri Paesi europei: dati a confronto
Dando un’occhiata all’intera classifica pubblicata dal Sole 24 Ore emerge sin da subito che a presentare il maggior numero di ore settimanali di lavoro sono proprio i Paesi europei che non godono di una condizione economica florida.
Al primo posto, come già anticipato, troviamo la Grecia, seguita subito dopo dall’Estonia (con 34 ore di lavoro settimanali) e da Irlanda, Portogallo e Italia (con 33 ore di lavoro settimanale)
Sicuramente la prima osservazione che viene da fare è che nei Paesi in cui si lavora di più, paradossalmente, si sta peggio e questo discorso trova conferma nel fatto che in Germania, uno dei Paesi economicamente più forti dell’area euro, si lavora solo 26 ore a settimana.
Per avere un quadro completo della situazione occorre prendere in considerazione altri due dati:
– il livello di disoccupazione, che sempre in Grecia è del 38,5% a fronte di una media europea dell’8%;
– la crescita della produttività, che vede la Grecia ultima preceduta dall’Italia.

Le ore di lavoro settimanali non ripagano gli stakanovisti d’Europa, scopriamo il perché
Il segreto per il benessere di uno Stato è cercare di fare lavorare tutti e farli lavorare meno. Praticamente l’opposto di ciò che accade in Grecia dove lavorano in pochi e lavorano tanto. La grave crisi economica infatti ha indotto chi ha un lavoro a tenerselo stretto a scapito anche delle stesse condizioni lavorative, spesso umilianti.
In Grecia, i datori di lavoro piuttosto che assumere nuovo personale preferiscono distribuire il lavoro in eccesso tra i dipendenti che si trovano così a fare degli orari di lavoro estenuanti con degli stipendi che spesso rasentano la povertà.
Non a caso sembra proprio che in Grecia, la liberalizzazione del mercato del lavoro ha portato all’emergere di una nuova classe: quella dei lavoratori poveri (questo è quanto emerso da un’inchiesta uscita sul settimanale tedesco Der Spiegel).
Un eccessivo carico di lavoro porta anche a stati di forte stress che bisogna imparare a saper gestire. Lunghi orari di lavoro, stress, salari bassi: sono la principale causa di una bassa produttività e di una cresciuta divenuta ormai impossibile.

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