Stress da lavoro, i dati sono stupefacenti

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Lo stress da lavoro non è solo un problema individuale che si trovano ad affrontare i dipendenti. I costi complessivi del fenomeno nella comunità europea sono stati calcolati in oltre 25 miliardi di euro.

Probabilmente anche voi avete avuto modo di affrontare un periodo brutto nella vostra carriera lavorativa. Le motivazioni possono essere molte e non necessariamente riguardano strettamente la sfera professionale. Troppe volte sul lavoro vengono portati anche i problemi che si hanno fuori, magari in famiglia o con gli amici.

Però ci sono numerosi casi in cui le difficoltà nascono proprio all’interno della fabbrica o dell’ufficio. La concorrenzialità con i colleghi non sempre stimola le persone a fare bene. Anzi, alcune volte emerge il peggio del carattere individuale.

stress da lavoro

Sgomitare per scavalcare l’organigramma aziendale è una strategia che talvolta prevede perfino sistemi poco gentili nella vita sociale dei lavoratori. Per emergere e per primeggiare alcune persone mettono in pratica veri e propri atti di bullismo, con l’intenzione di far finire in cattiva luce quello che viene considerato un nemico che potrebbe soffiare la mansione ambita.

Altre volte lo stress da lavoro deriva da una situazione di mobbing, cioè dai responsabili aziendali che compiono azioni sul lavoratore per renderlo inutile e per svuotare le sue competenze. Se il vostro capo vi ha dato spesso ordini vaghi e vi ha poi rimproverato perché non avete capito il vostro compito, potrebbe trattarsi proprio di una situazione di questo genere. L’ansia cresce e iniziate a diffidare perfino delle vostre capacità.

Stress da lavoro: i numeri di una problematica crescente

Il consiglio degli psicologi italiani ha diffuso alcuni dati sullo stress da lavoro che sono allarmanti. I lavoratori sottoposti a condizioni di stress sono il 25% del totale, una cifra vertiginosa. Appeno lo 0,5% dichiara che nel posto di lavoro dove opera non esiste alcuna motivazione per essere stressati.

Oltre la metà delle giornate di assenza sarebbero dovute più o meno direttamente allo stress da lavoro. Il costo annuo previsto per l’Europa si aggira intorno a 25 miliardi di euro. Tra le cause più note ci sono l’aumento improvviso dei carichi di lavoro, i ritmi assillanti, le riorganizzazioni aziendali e l’incertezza per il futuro dovuta a trasferimenti di reparto e variazioni di mansione.

Il presidente del consiglio degli psicologi Giuseppe Luigi Palma sostiene che si debba ripristinare un approccio psicologico di coinvolgimento e collaborazione. Imma Tomay, presidente dell’ordine degli psicologi umbri propone il superamento dell’idea dello psicologo come supporto esclusivamente individuale.

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