Donne over 50 e il loro contributo nel mondo del lavoro
Sono sempre più le donne over 50 al lavoro in Italia complici tre fattori determinanti: l’aumento dell’occupazione femminile, l’invecchiamento della popolazione e l’innalzamento dell’età pensionabile.
Il centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica e l’associazione italiana Valore D hanno presentato i risultati della ricerca Talenti senza età. Analisi del potenziale delle donne in middle-late career dedicato alle donne over 50 che lavorano nelle imprese italiane.
Sono state 5.000 le intervistate tra i 50 e i 69 anni nelle 18 aziende associate a Valore D, realtà a sostegno della leadership rosa in azienda.
Sono tre le tipologie di donne over 50 presenti nel mondo del lavoro:
- lavoratrici attive e soddisfatte (36,9%)
- lavoratrici attive ma in difficoltà (36,1%)
- lavoratrici smarrite (27%)
Le prime hanno un alto livello di potenziale lavorativo, sono realizzate e lavorano in ambienti organizzativi caratterizzati da un clima positivo. Inoltre possono contare su una rete di relazioni ricca e caratterizzata da fiducia sia al lavoro che in ambito extralavorativo.
Mentre le seconde sono donne in difficoltà che nonostante siano ancora attive, hanno un basso livello di benessere psicologico. Infine ci sono le lavoratrici del terzo gruppo quelle smarrite con il potenziale inespresso che presentano il più basso livello di benessere psicologico oltre che il più basso livello di impegno nel lavoro e di orientamento al futuro lavorativo.
L’age management sarà una sfida cruciale per le aziende nei confronti proprio delle donne che attraversano questa fase della vita (transizioni importanti, nuovi bisogni di conciliazione, capitale sociale familiare carente).
Dallo studio, coordinato da Claudia Manzi, responsabile scientifico del progetto e docente di Psicologia sociale, sono emerse alcune dimensioni centrali su quest’ultima fetta di popolazione lavorativa in particolare l’aspetto secondo cui queste donne abbiano dovuto affrontare passaggi importanti nella vita privata che inevitabilmente hanno coinciso con cambiamenti professionali.
Hanno affrontato anche in solitudine malattie proprie o di persone care, separazioni e divorzi, cambiamenti lavorativi, senza godere di un network relazionale e di un clima organizzativo positivo.