Intelligenza esperienziale, la soluzione per una vita felice

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Avete sempre pensato che le esperienze portino al successo? Ora anche la Scienza vi dà ragione e va oltre, stabilendo uno stretto legame fra felicità e successo, anche se in modo molto innovativo. Ecco tutto quello che dovete sapere sull’intelligenza esperienziale.

Che cos’è l’intelligenza esperienziale
La scienza negli ultimi anni sta puntando molto l’attenzione sull’intelligenza esperienziale, quella che deriva dall’aver fatto esperienze di vario tipo, sia positive che negative, che hanno portato un cambiamento dentro di sé. Le esperienze, però, portano anche la felicità. Se negli anni del consumismo di massa, infatti, la felicità era legata soprattutto al possesso di oggetti, oggi invece si cerca all’interno di situazioni di vita vissute che devono lasciare ricordi ed emozioni. Le ultime ricerche, però, parlano di uno stretto legame anche fra felicità e successo proprio grazie alle esperienze e quindi all’intelligenza esperienziale. Le esperienze di vita vissuta rendono felici un individuo, un individuo felice è più portato naturalmente verso il successo in qualsiasi campo, di conseguenza le esperienze portano al successo nella vita come nel lavoro. L’intelligenza esperienziale, allora, deve essere intesa anche come la capacità di organizzare il proprio tempo per riuscire a ritagliarsi degli spazi per vivere queste situazioni che arricchiscono e che indirettamente portano al successo attraverso la felicità.

Come essere felici con le esperienze
Come deve essere un’esperienza per nutrire l’intelligenza esperienziale? Secondo James Wallman, autore di un libro sull’argomento, le esperienze di vita devono dare a chi le ha vissute la possibilità di raccontare una storia. Ovviamente devono essere fautrici di un’evoluzione, quindi di una crescita, e devono includere i rapporti umani che sono il motore di crescita per ogni individuo. Occorre poi che siano fuori dall’ordinario, anche se non necessariamente costose: un’esperienza intensa che esuli dalle attività quotidiane perché deve avere la forza di restare nell’individuo e farlo sentire utile nei confronti degli altri. Wallman è consapevole che non sempre si riescono a vivere situazioni che abbiano tutte queste caratteristiche ma lo specialista dice che ne bastano almeno due di esse per rendere un’esperienza utile ad alimentare l’intelligenza esperienziale. Il vero segreto non è tanto nella situazione particolare che si vive quanto piuttosto nello spirito con il quale la situazione si affronta. Sotto questo punto di vista anche un semplice picnic oppure una passeggiata nel centro della città può essere l’occasione giusta.

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