Scrittori di successo, le caratteristiche che accomunano i grandi

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Oggi il mondo del web offre nuove opportunità di lavoro, come ad esempio l’influencer per il quale adesso è previsto addirittura un corso di laurea.
Esistono però dei mestieri antichissimi e affascinanti, che tutt’oggi riscuotono un inesorabile successo, non solo tra i più giovani, come lo scrittore.
Scrittori un po’ si nasce e un po’ lo si diventa, certo è che alla base ci deve essere comunque talento, forte passione e curiosità, una spiccata sensibilità e delle esperienze personali di vita che permettano una visione a 360 gradi e una forte empatia con l’umanità in genere.
Uno scrittore non vede solo la realtà ma la sente intensamente, sulla sua pelle e nel cervello. Basta dare un’occhiata ai grandi scrittori di successo del passato per capire che c’era qualcosa che li accomunava tutti.

Scrittori di successo del passato: tra genio e follia
Non esiste grande genio senza una dose di follia”: questo è quanto affermava Aristotele, uno dei più importanti filosofi mai esistiti. Una verità sacrosanta, soprattutto se si rivolge per un attimo lo sguardo verso i più importanti scrittori di successo del passato. Dei talenti disturbati, chiamiamoli così, in grado di scrivere dei capolavori della letteratura. Da Bukowski a Tolstoj, passando per Hemingway, Victor Hugo e Kafka: tutti hanno avuto problemi legati all’alcolismo, demenza, depressione, bipolarismo, dipendenza da droghe, nevrosi, crisi d’ansia e di panico.
Insomma i grandi del passato non si sono fatti mancare proprio nulla ma ci hanno regalato alcune tra le opere più belle e importanti della letteratura mondiale.

Scrittori di successo: disturbi mentali e creatività
Qualcuno potrebbe pensare che i disturbi mentali che accomunavano molti importanti scrittori siano solo una semplice coincidenza. In realtà, in base ad un recente studio scientifico esisterebbe una forte relazione tra i disturbi mentali e i processi creativi. I dati non dovrebbero destare stupore più di tanto in quanto per essere realmente creativi bisogna ragionare in maniera diversa rispetto alla massa. In sostanza, sembra che un particolare gene coinvolto nei processi creativi cerebrali sia anche collegato a malattie mentali come lo sdoppiamento della personalità. Nello specifico caso di Victor Hugo invece ad offrire dati certi è stata la stessa conformazione celebrale. Sembra infatti che il suo cervello avesse un volume molto più grande rispetto alla norma (2000 cm cubi invece che 1500).

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